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Il mio blog è come un vecchio in convalescenza dopo una complicata operazione. Si muove a fatica, respira adagio e cerca di non fare sforzi inutili. Ho usato questa metafora per significare il senso del mio blog, un posto dove raccogliere riflessioni quando queste affiorano in modo prorompente. In parole povere quando la mia anima ribelle non riesce ad accettare più i luoghi comuni frutto di un relativismo culturale. Parole disordinate,o meglio dire, parole offese nel loro significato più profondo. Uso improprio del linguaggio che diventa approssimativo, non più accettabile, in quanto ha perso anche gli idiomi dialettali. L'uso indiscriminato degli sms, ha portato ad un inasprimento della non comunicazione che, trent'anni fà, aveva la sua giustificazione nell'incapacità di comunicare nuovi pensieri filosofici. Era scontro generazionale tra due modi di concepire il futuro: uno conservatore, ma pur sempre fatto di concretezza ideologica ed uno rivoluzionario che abbatteva gli ideali che avevano contraddistinto il passato e cercava di creare spazi esistenziali sempre più aperti e refrattari alle concertazioni ideologiche. C'era conflittualità sugli ideali e sulle speranze o per meglio dire, tra certezze ed incertezze sociali. Il pensiero volava alto oltre le espressioni domestiche e noi giovani cercavamo nelle letture di rottura con il passato il nostro futuro. Così facendo ci appropriavamo di nuove parole, il nostro vocabolario si arricchiva di verbi, sostantivi e avverbi e le frasi si componevano naturalmente sempre nella logica grammaticale. Le nostre tensioni ideologiche, la nostra fertile fantasia, la consapevolezza di vivere un momento catartico non ci ha fatto vedere un futuro che andasse al di la dei nostri anni. I costumi cambiavano nei pensieri e nell'estetica e noi, non ci accorgevamo che stavamo diventando "moda" e che stavamo contribuendo a creare generazioni che avrebbero rinnegato il nostro mondo espressivo, gli stavamo offrendo, su un piatto d'argento, una comunicazione massiva che, pur se universale, non avrebbe dato la possibilità di essere sedimentata. Così è cominciata la comunicazione "take over"(mi accorgo che anch'io sono stato contagiato dagli inglesismi) una comunicazione mordi e fuggi, che assorbiva le nostre enegie e ci avrebbe lasciato senza forze intellettuali. In questo disordine culturale si sono persi i grandi scrittori e si è dato spazio ai best seller. Una mini cultura che ha reso gli uomini della mia generazione degli "aventiniani" per opportunismo esistenziale. Sono rimasti pochi"pirati" che ancora vogliono combattere con le poche armi, ormai spuntate, che hanno a disposizione.
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