Il rispetto ha ancora senso?
Rispetto, letteralmente: sentimento di deferenza, stima e considerazione nei confronti di persone, principi o istituzioni. Così recita lo Zingarelli, ma, a me, piace soffermarmi sul significato della parola:Rispetto, quale sentimento e atteggiamento di riguardo verso la dignità o il valore altrui che ci trattiene dall’offendere, dal recare danno.
E’ questo il senso della parola: rispetto, che più mi intriga, perché, il mondo in cui viviamo, si è dimenticato o per meglio dire ha annullato nella memoria il valore morale del rispetto. Quell’atteggiamento che ci porta all’offesa dei sentimenti senza sapere di offendere. Il rispetto è nato con l’uomo, faceva parte dell’etica civile della convivenza. Sin da piccoli e senza che qualcuno ce lo insegnasse, avevamo rispetto per i nostri genitori che ci avevano messi al mondo, dei nostri insegnanti che ci rendevano partecipi del loro sapere, degli ordini militari che ci proteggevano dalle violenze, rispetto per le idee politiche o religiose pur non condivise ed infine, rispetto per i sentimenti variegati delle persone con le quali vivevamo esperienze intime. Tutta la nostra vita di uomini, della mia generazione, è cresciuta nel “Rispetto”. Abbiamo affrontato la vita nel segno del rispetto, amando e cercando di non infierire quando la nostra amante apriva la sua anima. Non abbiamo mai approfittato dell’amore altrui, abbiamo sempre motivato gli abbandoni, abbiamo vissuto passioni totali nel rispetto reciproco del rapporto che si viveva. Non è da uomini l’inganno nei sentimenti è da vigliacchi. Oggi, le nuove generazioni vogliono sin da piccoli uno spazio di visibilità una sorta di atteggiamento solipsistico, in cui non si accettano altre realtà al di fuori di se stessi. Anche la donna ha contribuito a fare decadere il senso del rispetto, con la sua voglia di parità, di uguaglianza estetica, portando l’uomo a diventare aggressivo, a mostrare la sua muscolarità. Oggi la donna, nella stragrande maggioranza, ha perso la dignità dei sentimenti e quindi del rispetto. Si sente in difficoltà a parlare di sogni, di speranze, a mostrare il dolore e la gioia, la fragilità dei sentimenti che è insita in ognuno di noi. La maggior parte delle nuove generazioni femminili si accanisce nella ricerca della muscolarità del rapporto per poi sentirsi defraudate dei sentimenti. Ritornate donne e non importa se l’universo maschile si degrada sempre più, è meglio sognare che pentirsi di avere dato l’amore ad un “tricipite” ben strutturato.
E’ questo il senso della parola: rispetto, che più mi intriga, perché, il mondo in cui viviamo, si è dimenticato o per meglio dire ha annullato nella memoria il valore morale del rispetto. Quell’atteggiamento che ci porta all’offesa dei sentimenti senza sapere di offendere. Il rispetto è nato con l’uomo, faceva parte dell’etica civile della convivenza. Sin da piccoli e senza che qualcuno ce lo insegnasse, avevamo rispetto per i nostri genitori che ci avevano messi al mondo, dei nostri insegnanti che ci rendevano partecipi del loro sapere, degli ordini militari che ci proteggevano dalle violenze, rispetto per le idee politiche o religiose pur non condivise ed infine, rispetto per i sentimenti variegati delle persone con le quali vivevamo esperienze intime. Tutta la nostra vita di uomini, della mia generazione, è cresciuta nel “Rispetto”. Abbiamo affrontato la vita nel segno del rispetto, amando e cercando di non infierire quando la nostra amante apriva la sua anima. Non abbiamo mai approfittato dell’amore altrui, abbiamo sempre motivato gli abbandoni, abbiamo vissuto passioni totali nel rispetto reciproco del rapporto che si viveva. Non è da uomini l’inganno nei sentimenti è da vigliacchi. Oggi, le nuove generazioni vogliono sin da piccoli uno spazio di visibilità una sorta di atteggiamento solipsistico, in cui non si accettano altre realtà al di fuori di se stessi. Anche la donna ha contribuito a fare decadere il senso del rispetto, con la sua voglia di parità, di uguaglianza estetica, portando l’uomo a diventare aggressivo, a mostrare la sua muscolarità. Oggi la donna, nella stragrande maggioranza, ha perso la dignità dei sentimenti e quindi del rispetto. Si sente in difficoltà a parlare di sogni, di speranze, a mostrare il dolore e la gioia, la fragilità dei sentimenti che è insita in ognuno di noi. La maggior parte delle nuove generazioni femminili si accanisce nella ricerca della muscolarità del rapporto per poi sentirsi defraudate dei sentimenti. Ritornate donne e non importa se l’universo maschile si degrada sempre più, è meglio sognare che pentirsi di avere dato l’amore ad un “tricipite” ben strutturato.
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