<body><script type="text/javascript"> function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener('load', function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } </script> <div id="navbar-iframe-container"></div> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/platform.js"></script> <script type="text/javascript"> gapi.load("gapi.iframes:gapi.iframes.style.bubble", function() { if (gapi.iframes && gapi.iframes.getContext) { gapi.iframes.getContext().openChild({ url: 'https://www.blogger.com/navbar/27433064?origin\x3dhttp://pirataverde.blogspot.com', where: document.getElementById("navbar-iframe-container"), id: "navbar-iframe" }); } }); </script>

Tellaro un antico Borgo ligure

Difficilmente dedico attenzione agli oggetti riposti, testimonianza di un passato che, ahimé, non mi abbandona mai. Ma, come dire, questa volta il passato mi è caduto addosso e si è sparpagliato per tutta la stanza. Un vecchio cofanetto, abbandonato in un ripostiglio della casa, nel tirarlo fuori in modo disattento è caduto a terra e gli oggetti che conteneva si sono mostrati in tutta la loro inutilità ai miei occhi. Fra questi, però, ho trovato una vecchissima foto di Tellaro, il posto che ha accompagnato gran parte della mia vita estiva. Oggi, molti conoscono quest' affascinante località che si adagia su una piccolissima lingua di terra al confine tra la Liguria e la Toscana e ne rimangono folgorati. Ma, per gente come me che ha scoperto Tellaro nei primi anni '60 , può affermare, senza tema di essere smentito, che della Tellaro di quel tempo è rimasto solo un mare stanco che si risveglia nelle fredde giornate invernali mostrando tutta la sua bellezza. A Tellaro aveva la casa il regista Soldati, il poeta Bertolucci (padre del regista) e tante altre firme della cultura italiana. Ci si vedeva, camminando per la stradina sterrata che portava al paese, ed era buona abitudine salutarsi e scambiare quattro chiacchiere sulle bizzarrie del tempo. Io, allora, ero appena venuto fuori dall'infanzia, ma questo non mi impediva di affiancarmi a così tanti nomi illustri della vita culturare di allora. Ci si trovava in piazzetta nell'unico bar "Da Cesare" dove, in bicchieri alquanto opachi, si beveva un bianco ligure o si prendeva il caffé. Le discussioni coinvolgevano tutti e diventavano l'unico modo per presentarsi. "il groppo lungo", uno scoglio che che si allungava nello specchio antistante il porticciolo naturale, era il luogo dove ci stendeva qualche ora a prendere il sole, poi all'ora di pranzo, tutti a casa per il risposo pomeridiano e la sera, ah, la sera e la notte di Tellaro erano qualcosa di magico. Le voci si affievolivano, un vecchio e sgangherato dancing "Il Fascino" che veniva accarezzato dalle onde assonnate, essendo in riva al mare, era il luogo frequentato da quella prima gioventù dorata che veniva fuori dagli anni bui della guerra e sulle note di Gino Paoli o di Bindi, si intrecciavano i primi candidi amori. Ah Tellaro, dove sei finita, io ti cerco ancora, soprattutto in inverno, quando il forte vento di maestrale arrotonda gli scogli di quelle antiche insenature e dove il mare ancora è color smeraldo. Voi, nuovi turisti che rimanete incantati difronte alla Tellaro di oggi, non offendetela più, Tellaro vuole riposare.
Image Hosted by ImageShack.us
« Home | Next »

» Post a Comment