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Il Pirata si mostra

Questo è il mio primo scritto pubblico e non so perché lo faccio e perché credo che le mie riflessioni possano interessare qualcuno. Non è narcisismo o voglia di emergere dal buio della quotidiantà,bensì, è una voglia matta di psicanalizzarmi, di capire perché mi sento di appartenere ad una generazione del no"". Una negatività non di tipo sociale o peggio ancora politica, ma una negatività antropologica. A volte credo veramente di essere nato con una predominanza dei geni del "no". Nella mia vita esperenziale, che posso definire molto intensa, non mai provato il senso dell'appartenenza alla mia terra, non ho mai versato una lacrima, non ho mai amato, non ho mai avuto amici, non mi sono mai appassionato agli studi, non ho mai seguito un'ideologia politica, non mi sono lasciato catturare da alcun narratore, saggista o filosofo, non ho mai apprezzato il lavoro, non ho mai giustificato la mia vita e quindi ho vissuto in una sorta di precariato esistenziale. Eppure, se vado a ritroso con la memoria dei sentimenti, io mi sento legato alla mia regione, ho pianto una volta per la morte di mio padre, ho provato dolore per gli innumerevoli amori che finivano immancabilmente, ho avuto un'infinità di amici, mi sono laureato con lode, mi sono appassionato alla politica, ho amato tutto ciò che è narrazione e pensiero stampato, lavoro da una quantità di anni con una passione irrefrenabile e amo la vita per quello che mi ha dato ed anche per quello che mi ha sottratto. Quindi, sono l'espressione vivente e come me credo l'intera mia generazione, di una "pirateria esistenziale" che quotidianamente va all'assalto contro qualcosa di non sempre definito, con una determinazione razionale più che emotiva. Va all'assalto perché deve combattere, anche se non capisce bene il perché, va all'assalto per provare la fisicità del suo essere uomo o donna, ma, senza cattiveria, rispettando le regole del gioco ed ecco perché il mio blog si chiama "pirata verde", perché verde è il colore della speranza, una speranza che milioni di persone come il sottoscritto, abbiano voglia di fermarsi a pensare all'equità e alla superficialità della vita e vogliano alzare gli occhi al cielo per poi ricominciare a combattere contro un nemico subdolo: se stessi.
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